domenica 1 marzo 2026

Siril - Astrofotografia · Workflow pratico — Parte 2 di 2

Astrofotografia · Workflow pratico · Siril dalla A alla Z · Parte 2 di 2

L'immagine è nera.
Adesso la portiamo alla luce.

Hai il file stack. È piatto, scuro, grigio. Sembra che non ci sia niente — ma i dati ci sono tutti, compressi nei valori bassi dell'istogramma. Questa parte del workflow è quella che trasforma quei dati in un'immagine che racconta qualcosa: stretching, rimozione del gradiente, bilanciamento del colore, separazione delle stelle. Tutto in Siril, tutto gratuito.

Prima di iniziare: una premessa onesta. Il post-processing astrofotografico non ha un risultato "corretto" oggettivo. Le scelte di stretching, saturazione e bilanciamento influenzano enormemente l'aspetto finale e dipendono dal gusto personale, dall'oggetto e dallo scopo dell'immagine. Quello che questa guida insegna è il metodo — le basi su cui costruire il proprio stile nel tempo.


Dove siamo nel workflow

Prepara i masterCompletato
Calibra i lightCompletato
RegistraCompletato
StackingCompletato
StretchingQuesta parte
Post-processingQuesta parte

Capire l'istogramma prima di toccare qualsiasi cursore

Apri il file stack in Siril: File → Open, seleziona il tuo .fits. L'immagine apparirà quasi completamente nera. Apri l'istogramma con Image → Histogram o dal pannello laterale.

L'istogramma mostra la distribuzione dei valori di luminosità di tutti i pixel. In un'immagine appena stackata in scala lineare vedrai quasi tutta la distribuzione schiacciata verso il lato sinistro — i valori bassi. Il fondo cielo forma un piccolo picco stretto vicino allo zero. Le stelle sono il gruppetto di pixel ad alto valore a destra. L'oggetto deep sky è nel mezzo: una massa di pixel appena sopra il fondo cielo, quasi invisibile.

Lo stretching sposta e allarga questa distribuzione in modo che il fondo cielo finisca a un livello visibile e i dettagli dell'oggetto si distribuiscano sull'intero range dinamico disponibile. Non aggiunge informazione che non c'è — rivela quella che c'è già.

Non toccare mai l'immagine lineare con strumenti di saturazione o colore. Prima lo stretching, poi il colore. Applicare la saturazione in scala lineare produce artefatti difficili da correggere e colori completamente sbilanciati. L'ordine delle operazioni in astrofotografia non è una convenzione — è fisica.


Passo 1 — Rimozione del gradiente di fondo (Background Extraction)

Prima dello stretching — non dopo — bisogna rimuovere il gradiente di fondo cielo. Un gradiente è una variazione lenta e progressiva della luminosità di fondo che può avere molte cause: inquinamento luminoso direzionale, riflessione interna nel treno ottico, Luna sull'orizzonte, vignettatura residua non corretta dal flat. Se si fa lo stretching prima, il gradiente si amplifica enormemente e diventa quasi impossibile da rimuovere dopo.

In Siril: Image Processing → Background Extraction.

  1. Nella finestra di Background Extraction, seleziona la modalità Polynomial (grado 1 o 2 per la maggior parte dei casi — inizia con il grado 1, che corregge gradienti lineari semplici).
  2. Clicca Generate: Siril piazza automaticamente una griglia di campioni di fondo cielo sull'immagine — piccoli quadrati verdi. Questi campioni devono cadere su zone di cielo vuoto, non su stelle brillanti, non sull'oggetto e non sui bordi se la vignettatura è marcata.
  3. Rimuovi i campioni che cadono su zone sbagliate con click destro → Delete sample. Aggiungi campioni nelle zone di cielo vuoto con click sinistro nelle aree corrette. L'obiettivo è una distribuzione uniforme di campioni attorno all'oggetto senza toccare l'oggetto stesso.
  4. Clicca Apply. Siril calcola il modello del gradiente e lo sottrae dall'immagine. Il fondo cielo deve risultare molto più uniforme. Se non lo è, aumenta il grado del polinomio a 2 o ridistribuisci i campioni.
Gradiente residuo dopo l'applicazione

Se dopo il Background Extraction il gradiente è ancora visibile, i motivi più comuni sono: campioni posizionati sull'oggetto (il software ha interpretato parte dell'oggetto come fondo cielo e lo ha sottratto), grado del polinomio troppo basso per la complessità del gradiente, o flat frame inadeguato che non ha corretto la vignettatura. In quest'ultimo caso il problema va risolto alla fonte — riacquisire flat migliori — non cercando di compensare in post.


Passo 2 — Stretching con GHS (Generalized Hyperbolic Stretch)

Siril offre diversi strumenti di stretching. Il più potente e controllabile nelle versioni recenti è il GHS — Generalized Hyperbolic Stretch, disponibile dal menu Image Processing → Generalized Hyperbolic Stretch. Chi preferisce un approccio più diretto può usare Histogram Transformation che vedremo come alternativa.

GHS: i parametri fondamentali

Il GHS lavora con quattro parametri principali. Non è necessario capire la matematica: basta capire cosa fa ciascun parametro visivamente.

Parametro Cosa controlla Valore di partenza
D (Stretch factor) L'intensità totale dello stretching — quanto si allunga l'istogramma 3–5 per iniziare
b (Shape) La forma della curva: valori positivi proteggono i toni scuri, negativi le luci -2 / 0 / +2 a seconda dell'oggetto
SP (Stretch point) Il punto dell'istogramma attorno al quale si concentra lo stretching Posizionalo sul picco del fondo cielo
LP / HP (Low / High Protection) Proteggono le zone scure e le luci dal clipping LP: valore appena sotto il fondo cielo — HP: 1.0
  1. Apri il GHS. Prima di tutto, identifica il picco del fondo cielo nell'istogramma — è il picco più a sinistra e di solito il più alto. Annota il valore (es. 0.012 su scala 0–1).
  2. Imposta SP su quel valore — posiziona lo stretching attorno al fondo cielo. Imposta LP leggermente più basso (es. 0.008) per proteggere i neri.
  3. Aumenta gradualmente D guardando l'anteprima. L'obiettivo è portare il fondo cielo a una luminosità visibile (un grigio medio-basso, non nero assoluto) senza bruciare le stelle.
  4. Usa il parametro b per bilanciare: valori negativi (es. −2) preservano meglio i dettagli nelle zone luminose come nuclei galattici; valori positivi (es. +2) tirano fuori il segnale debole delle zone periferiche. Per nebulose a emissione inizia con b = 0.
  5. Clicca Apply. L'operazione è non distruttiva in anteprima — puoi ripeterla più volte, applicando stretch multipli progressivi invece di un unico stretch aggressivo.
Stretching multiplo: la tecnica più sicura

Invece di un singolo stretch molto aggressivo, applica 3–4 stretch leggeri successivi. Il risultato è più controllabile: ogni applicazione rivela un po' di più del segnale debole senza bruciare le luci. Tra un'applicazione e l'altra riposiziona il punto SP sul nuovo picco del fondo cielo — si sposta verso destra a ogni iterazione.

Regola pratica: fermati quando le stelle più brillanti del campo iniziano a saturare (diventano bianche piatte senza gradiente interno). Quello è il limite superiore utile dello stretching.

Alternativa: Histogram Transformation (più intuitiva per iniziare)

Se il GHS sembra troppo complesso, Image Processing → Histogram Transformation è uno strumento più diretto. Funziona come i livelli di Photoshop: un cursore nero (punto nero), uno grigio (midtoni) e uno bianco (punto bianco).

  1. Sposta il cursore nero verso destra fino a posizionarlo appena sotto il picco del fondo cielo. Questo "schiaccia" i neri e aumenta il contrasto.
  2. Sposta il cursore dei midtoni verso sinistra (valori più bassi, es. 0.2–0.4) per aumentare la luminosità generale dell'immagine e far emergere l'oggetto.
  3. Applica, valuta, ripeti. Non è il metodo più sofisticato ma è il più immediato da capire visivamente.

Passo 3 — Bilanciamento del colore

Dopo lo stretching l'immagine è probabilmente dominata da un cast cromatico — tipicamente verde o magenta per le camere DSLR/mirrorless, o arancione per il fondo cielo inquinato. Il bilanciamento del colore corregge questa dominante usando stelle bianche come riferimento.

Photometric Color Calibration (PCC) — il metodo automatico

Siril offre un bilanciamento automatico basato su cataloghi fotometrici stellari: Image Processing → Photometric Color Calibration. È il metodo più preciso disponibile nel software.

  1. Apri PCC. Siril richiede che l'immagine sia già risolta astrometricamente — ovvero che conosca le coordinate celesti di ogni pixel. Se non l'hai fatto, esegui prima Image Analysis → Astrometric Solving (Siril usa il catalogo locale NOMAD o si connette ad Astrometry.net).
  2. Seleziona il tipo di sensore: OSC per fotocamere a colori (DSLR, mirrorless, ZWO ASI color), Mono per camere monocromatiche con filtri separati.
  3. Clicca Apply. Siril identifica automaticamente le stelle di riferimento nel campo, ne misura il colore reale dal catalogo e bilancia i canali R, G, B di conseguenza. Il fondo cielo dovrebbe diventare grigio neutro o leggermente azzurrato — mai verde, mai arancione marcato.
Se la PCC fallisce o dà risultati strani

La PCC può fallire se l'immagine non ha abbastanza stelle identificabili dal catalogo (oggetti a bassa latitudine galattica con campo affollato, o campi vuoti ad alta latitudine) o se il plate solving non ha trovato la soluzione. Alternativa manuale: Image Processing → Color Calibration, poi seleziona manualmente una piccola zona di cielo vuoto come campione di fondo e una stella bianca (tipo spettrale A o F, indicate nei cataloghi) come riferimento. È meno preciso ma funziona sempre.


Passo 4 — Riduzione del rumore (opzionale ma consigliata)

Con poche ore di integrazione o con cieli non ottimali, l'immagine dopo lo stretching mostrà un rumore granulare visibile, soprattutto nelle zone di cielo di fondo. Siril include strumenti di riduzione del rumore che agiscono senza degradare eccessivamente i dettagli fini.

Image Processing → Noise Reduction: Siril offre due approcci principali.

  • Non-Local Means (NLM) — algoritmo classico, efficace e veloce. Parametro principale: Strength (0.5–1.5 per un uso moderato). Agisce uniformemente su tutta l'immagine.
  • GREYCstoration (Anisotropic) — più sofisticato, rispetta meglio i bordi e i dettagli fini. Più lento ma preferibile su immagini con strutture complesse (galassie, nebulose con filamenti).

La riduzione del rumore è sempre un compromesso. Ogni algoritmo che riduce il rumore rimuove anche una parte dei dettagli fini — i due segnali hanno caratteristiche simili in frequenza. Applica la minima quantità necessaria, non la massima possibile. Un'immagine leggermente rumorosa con dettagli intatti è quasi sempre preferibile a un'immagine liscia e plasticosa.


Passo 5 — Starless processing: separare stelle e oggetto

Questa è la tecnica che ha cambiato il post-processing astrofotografico negli ultimi anni. L'idea è semplice: stelle e oggetto deep sky hanno caratteristiche molto diverse — le stelle sono sorgenti puntiformi ad alto contrasto, la nebulosa o la galassia è un oggetto esteso a bassa luminosità superficiale. Trattarli con gli stessi parametri significa fare sempre un compromesso che penalizza entrambi.

La tecnica starless separa i due componenti, li elabora indipendentemente con parametri ottimizzati per ciascuno, poi li ricombina. Siril implementa questa funzione nativamente tramite il modello di intelligenza artificiale StarNet++.

  1. Con l'immagine aperta dopo lo stretching e il bilanciamento del colore, vai su Image Processing → Star Removal (StarNet). Siril deve aver scaricato i pesi del modello StarNet++ al primo utilizzo (connessione internet richiesta, circa 30–50 MB).
  2. Clicca Apply. Siril genera due file: l'immagine starless (solo la nebulosa, senza stelle) e l'immagine stars-only (solo le stelle, su fondo nero). I nomi dei file avranno i suffissi _starless e _starmask.
  3. Elabora le due immagini separatamente. Sull'immagine starless: puoi spingere molto di più la saturazione, il contrasto locale e lo stretching del segnale debole senza che le stelle diventino bagliori enormi. Sull'immagine stars-only: riduci le stelle con Image Processing → Star Reduction se sono troppo dominanti, e regola la loro luminosità.
  4. Ricombina le due immagini con Image Processing → Pixel Math usando la formula di addizione schermata: starless + stars - starless * stars. Questa formula è la stessa del blend Screen di Photoshop — somma i segnali senza superare il valore massimo (clipping).
Senza starless processing
Le stelle brillanti dominano l'immagine. Per far emergere i dettagli della nebulosa bisogna aumentare la saturazione al punto che le stelle diventano globi colorati innaturali. I bordi stellari tendono al bloom. La nebulosa sembra sempre in secondo piano.
Con starless processing
La nebulosa può essere elaborata con saturazione e contrasto locale ottimizzati. Le stelle restano puntiformi e pulite. Il risultato finale ha le stelle ben integrate senza dominare visivamente. Il segnale debole ai bordi è molto più facile da far emergere.

Passo 6 — Esportazione finale

L'immagine elaborata in Siril è ancora in formato FITS a virgola mobile a 32 bit per canale. Per condividerla online o stamparla bisogna esportarla in un formato standard.

File → Save As: Siril offre tre destinazioni principali.

Formato Uso consigliato Pro Contro
TIFF 16 bit Archiviazione, stampa, editing in Photoshop/GIMP Nessuna perdita — 16 bit per canale File grandi (50–200 MB)
TIFF 8 bit Condivisione offline — file più piccoli Compatibile ovunque Perde la metà della profondità di bit
JPEG Web, social media, anteprima rapida File piccoli (2–10 MB) Compressione lossy — mai per archiviare
PNG Web con trasparenza, presentazioni Lossless, compatibile ovunque File più grandi del JPEG

La raccomandazione pratica: salva sempre una copia master in TIFF 16 bit — è il file che userai per rielaborare se cambi idea tra sei mesi. Esporta in JPEG solo per la condivisione, mai come unica copia.


Il workflow completo in un colpo d'occhio

Riepilogo dell'intera serie in sequenza logica, dalla cartella di frame grezzi all'immagine finita:

Passo Operazione Strumento Siril Parte
1 Crea master bias Preprocessing → Bias Parte 1
2 Crea master dark Preprocessing → Dark Parte 1
3 Crea master flat Preprocessing → Flat Parte 1
4 Calibra i light frame Preprocessing → Light Parte 1
5 Registra (allinea) i frame Registration → Global Star Alignment Parte 1
6 Stack (integra) i frame Stacking → Winsorized Sigma Clipping Parte 1
7 Rimuovi il gradiente di fondo Image Processing → Background Extraction Parte 2
8 Stretching Image Processing → GHS Parte 2
9 Bilanciamento del colore Image Processing → PCC Parte 2
10 Riduzione del rumore Image Processing → Noise Reduction Parte 2
11 Starless processing Image Processing → Star Removal (StarNet) Parte 2
12 Esportazione finale File → Save As → TIFF 16 bit Parte 2

Una nota finale: Siril vs PixInsight

Prima o poi, approfondendo l'astrofotografia, si incontra PixInsight. È il software professionale di riferimento per il post-processing astronomico: più potente, più flessibile, con una comunità enorme di script e plugin. Costo: circa 230 € una tantum, con 45 giorni di prova gratuita.

La domanda è se valga la pena. La risposta onesta: dipende da dove sei nel percorso. Se stai ancora imparando a gestire la calibrazione, a capire l'istogramma, a diagnosticare i problemi di stacking — Siril è lo strumento giusto. Fa tutto ciò che serve e non costa niente. Passare a PixInsight prima di aver padroneggiato le basi significa aggiungere complessità senza ancora avere gli strumenti per sfruttarla.

Quando hai prodotto una decina di immagini complete in Siril e inizi a sentire i limiti — elaborazione narrowband multi-canale, deconvoluzione avanzata, gestione del colore in spazio lineare, processi automatizzati complessi — allora PixInsight ha senso. Non prima.

La serie Siril è completa. Il prossimo articolo esce dalla scrivania e torna sul campo: la guida ai siti bui italiani — una mappa commentata dei migliori siti per osservazione astronomica in Italia, con scala Bortle verificata, accessibilità, stagione ottimale e cosa aspettarsi. Dal Pollino alle Alpi, dalle isole al Gran Sasso: il cielo italiano non è tutto uguale, e sapere dove andare fa la differenza tra una serata frustrante e una che ricordi per anni.

Se invece vuoi già confrontare Siril con altri software di stacking, PixInsight, DeepSkyStacker e APP (Astro Pixel Processor) saranno oggetto di un confronto diretto in una prossima guida — stessi dati, tre software diversi, risultati a confronto.

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