Tecnologia & Automazione · Raspberry Pi · Parte 2
Raspberry Pi 5 — Costruire l’Ambiente Software
Pi Imager, la trappola di Trixie, un repository fantasma e PHD2 compilato a mano — quello che nessuna guida ti racconta
Nel precedente articolo abbiamo analizzato il Raspberry Pi 5 come piattaforma hardware per l’astronomia remota. Oggi voglio raccontarvi come ho costruito l’ambiente software — usando Pi Imager — e soprattutto cosa ho incontrato lungo la strada. Non è andata liscia. Ed è per questo che vale la pena raccontarla.
Pi Imager: l’inizio di tutto
Raspberry Pi Imager è il programma ufficiale per preparare la scheda SD con il sistema operativo. Si scarica gratuitamente da raspberrypi.com/software, funziona su Windows, macOS e Linux, e l’interfaccia è volutamente semplice: scegli il dispositivo, scegli il sistema operativo, scegli il disco di destinazione, premi scrivi.
Tre clic, in teoria. In pratica, il secondo clic nasconde una trappola.
La trappola: “Raspberry Pi OS 64-bit” non è quello che sembra
Ho selezionato la prima voce della lista — Raspberry Pi OS (64-bit) — quella che sembra la scelta ovvia, quella che tutti i tutorial indicano. Il flash è andato liscio. Il Pi si è avviato senza problemi. Sistema pulito, reattivo, temperatura eccellente a 31,8 °C sotto carico.
Poi ho provato a installare KStars e INDI.
Il repository ufficiale per questi software è mantenuto da Jasem Mutlaq, sviluppatore principale del progetto. Per aggiungerlo si usa il classico metodo PPA. Tutto standard — finché apt non ha risposto con questo:
The following packages have unmet dependencies:
indi-full : Depends: libcfitsio10 but it is not installable
Depends: libopencv-core5.0 but 4.11.0 is to be installed
E: Unable to correct problems, you have held broken packages.
Conflitto di librerie. Ore di debug: rimozione del PPA incompatibile, gestione manuale delle chiavi GPG (il comando apt-key non esiste più sul sistema), configurazione della sorgente come “trusted” per aggirare i blocchi. Alla fine KStars si è installato, ma su fondamenta instabili.
La causa: quella voce “Raspberry Pi OS 64-bit” aveva installato Debian 13 Trixie — il ramo Testing di Debian, con librerie in continuo aggiornamento verso la prossima versione stabile. I repository astronomici sono costruiti su una base stabile specifica. Quando le librerie di sistema cambiano sotto, i pacchetti esterni vanno in conflitto.
Pi Imager non lo comunica da nessuna parte.
La soluzione: Raspberry Pi OS Legacy Bookworm
La risposta è reinstallare scegliendo la versione corretta. In Pi Imager, invece della prima voce generica, si deve cercare:
La parola “Legacy” fa sembrare questa versione obsoleta. Non lo è. È semplicemente la versione basata su Debian Bookworm — il ramo Stable — che è esattamente quella su cui sono costruiti e testati tutti i software astronomici.
| Voce in Pi Imager | Base Debian | Ramo | KStars / INDI |
|---|---|---|---|
| Raspberry Pi OS (64-bit) | Trixie | Testing | Conflitti librerie |
| Raspberry Pi OS (Legacy, 64-bit) | Bookworm | Stable | Compatibile |
Configurazione pre-flash
Prima di avviare la scrittura, Pi Imager chiede se si vuole personalizzare le impostazioni. È fondamentale farlo — permette di configurare tutto in anticipo, senza collegare monitor e tastiera al Pi:
- Hostname: un nome riconoscibile sulla rete, es. astroberry
- Username e password: le credenziali per accedere (SSH e desktop remoto)
- WiFi: SSID e password della rete domestica
- SSH: abilita l’accesso via terminale remoto
- Locale: fuso orario Europe/Rome, tastiera it
Primo accesso: le chiavi SSH che non tornano
Dopo aver reinstallato il sistema, ho provato a connettermi via SSH dal mio computer Windows. Risposta immediata:
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
@ WARNING: REMOTE HOST IDENTIFICATION HAS CHANGED! @
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
IT IS POSSIBLE THAT SOMEONE IS DOING SOMETHING NASTY!
Messaggio allarmante, ma causa banale: reinstallando il sistema operativo, il Pi ha generato nuove chiavi SSH. Il computer si ricordava quelle vecchie e si rifiutava di connettersi per sicurezza. Nessun attacco — basta cancellare il vecchio record:
ssh-keygen -R astroberry.local
Poi riconnettiti normalmente. Alla richiesta di confermare la nuova impronta digitale, rispondi yes.
Aggiornamento del sistema
Una volta dentro via SSH, la prima operazione è sempre aggiornare tutto prima di installare qualsiasi cosa:
sudo apt update && sudo apt full-upgrade -y
sudo reboot
Desktop remoto: xrdp al posto di RealVNC
KStars e PHD2 sono applicazioni grafiche — servono attraverso un desktop remoto, non via terminale. La prima scelta naturale è RealVNC, che Raspberry Pi OS include di default. Il problema: RealVNC è gratuito solo per 14 giorni, poi richiede un abbonamento.
La soluzione gratuita e definitiva è xrdp, che usa il protocollo Remote Desktop già integrato in Windows — nessun software aggiuntivo sul computer di casa.
sudo apt install -y xrdp
sudo systemctl enable xrdp
sudo systemctl start xrdp
Verifica che sia in esecuzione:
sudo systemctl status xrdp
Deve comparire Active: active (running). A quel punto, dal computer Windows: Windows + R → digita mstsc → inserisci astroberry.local come indirizzo → connetti con le tue credenziali.
Il problema dello schermo nero
Prima connessione: schermo completamente nero. xrdp non sapeva quale session manager avviare. Il fix richiede due passaggi: verificare che il sistema usi X11 (non Wayland, incompatibile con xrdp) e indicare esplicitamente il desktop da caricare.
Per X11: sudo raspi-config → Advanced Options → Wayland → seleziona X11.
Per il session manager:
echo "lxsession -s LXDE-pi -e LXDE" > ~/.xsession
sudo systemctl restart xrdp
Disconnetti e riconnetti da Remote Desktop. Il desktop di Raspberry Pi OS appare correttamente.
KStars e INDI: il repository che non esiste più
Tutte le guide online — compresa la mia bozza precedente — indicano di aggiungere il repository Astroberry per installare KStars nella versione più aggiornata. Il comando è questo:
curl -fsSL https://www.astroberry.io/repo/key | sudo gpg --dearmor -o /usr/share/keyrings/astroberry.gpg
Risposta del sistema:
curl: (22) The requested URL returned error: 404
gpg: no valid OpenPGP data found.
Il progetto Astroberry è stato abbandonato. Il repository non esiste più. Nessuna guida online lo segnala perché è una notizia recente — e questa è una di quelle informazioni che si trovano solo sbattendo la testa contro il problema.
La soluzione è più semplice del previsto: Raspberry Pi OS Bookworm include KStars e INDI nei propri repository ufficiali, senza necessità di sorgenti esterne.
sudo apt-get install -y kstars indi-bin
Nessun conflitto, nessun errore. Installazione pulita.
PHD2: nessun pacchetto disponibile — si compila a mano
PHD2, il software di autoguida, non è presente nei repository di Pi OS. La verifica:
apt-cache search phd2
Nessun risultato. L’unica strada è scaricare i sorgenti da GitHub e compilarli direttamente sul Pi. Non è complicato — richiede solo pazienza e qualche dipendenza da installare prima.
Dipendenze di compilazione
sudo apt-get install -y git cmake pkg-config libwxgtk3.2-dev libcfitsio-dev libnova-dev zlib1g-dev libeigen3-dev gettext libindi-dev libcurl4-openssl-dev libopencv-dev
Download e configurazione
cd ~
git clone https://github.com/OpenPHDGuiding/phd2.git
cd phd2
mkdir cmake_build && cd cmake_build
cmake .. -DCMAKE_EXE_LINKER_FLAGS="-Wl,--allow-multiple-definition"
Compilazione e installazione
make -j4
sudo make install
Il -j4 usa tutti e quattro i core del Pi 5 in parallelo. La compilazione richiede circa 20 minuti — lasciala andare senza interruzioni. Al termine, PHD2 è installato nel sistema.
Shortcut sul desktop
PHD2 non compare automaticamente nel menu. Per aggiungerlo al desktop:
cat > ~/Desktop/phd2.desktop << 'EOF'
[Desktop Entry]
Name=PHD2 Guiding
Comment=Autoguida astronomica
Exec=phd2
Icon=/usr/share/pixmaps/phd2.png
Terminal=false
Type=Application
Categories=Science;Astronomy;
EOF
chmod +x ~/Desktop/phd2.desktop
Pulizia finale
Una volta che tutto funziona, è buona pratica ripulire il sistema dai file temporanei e dai sorgenti che non servono più:
sudo apt autoremove -y && sudo apt clean && rm -rf ~/phd2
Verifica lo spazio disponibile:
df -h /
Sul mio Pi con scheda da 64 GB, il risultato finale è stato 6,6 GB usati su 58 GB disponibili — sistema leggero, 49 GB liberi per i file FITS.
Il risultato
KStars avviato sul Pi 5, visualizzato dal computer di casa via Remote Desktop. Il planetario mostra il cielo in tempo reale con la data e l’ora correnti. In alto a destra il pulsante Ekos — il modulo di acquisizione — pronto per essere configurato con la strumentazione reale.
KStars sul Pi 5 — 12 marzo 2026, ore 06:17. Il cielo è già quello reale: Vega alta, la Luna al Sud, Marte e Mercurio a Est.
PHD2 2.6.13 avviato e pronto. La finestra di acquisizione è nera perché nessuna camera di guida è ancora collegata — ma il software è operativo, compilato direttamente dai sorgenti sul Pi.
PHD2 2.6.13dev8 sul Pi 5 — finestra nera perché nessuna camera è collegata. I pulsanti in basso sono già attivi.
Riepilogo: cosa fare e cosa evitare
| Operazione | Risultato | Note |
|---|---|---|
| Scegliere “Raspberry Pi OS 64-bit” in Pi Imager | Installa Trixie | Conflitti con tutti i repo astronomici |
| Scegliere “Raspberry Pi OS (Legacy, 64-bit)” | Installa Bookworm | Base corretta per KStars e INDI |
| Usare RealVNC per il desktop remoto | Gratuito 14 giorni | Poi richiede abbonamento |
| Usare xrdp + Remote Desktop Windows | Gratuito e permanente | Richiede fix X11 e .xsession |
| Repository Astroberry per KStars | Offline — 404 | Progetto abbandonato |
| KStars e INDI dai repo nativi Pi OS | Funziona | sudo apt install kstars indi-bin |
| PHD2 dai repository | Non disponibile | Va compilato dai sorgenti |
| PHD2 compilato da sorgenti GitHub | Funziona | Flag --allow-multiple-definition obbligatorio |
Questa non è una guida scritta a tavolino. È il resoconto di una sessione reale, con gli errori reali — il sistema operativo sbagliato, il repository che non esiste più, lo schermo nero al primo accesso, il conflitto di librerie nella compilazione. Ogni problema che trovi qui è un problema che ho incontrato io per primo.
Se stai costruendo il tuo Pi astronomico oggi — marzo 2026 — questa è la sequenza che funziona. Tra sei mesi potrebbe cambiare qualcosa: i repository si aggiornano, Pi Imager cambia le voci disponibili, nuove versioni di KStars potrebbero entrare nei repo ufficiali. L’approccio per risolvere i problemi, però, rimane lo stesso.
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