giovedì 12 marzo 2026

Raspberry Pi5 - Ambiente Software

Tecnologia & Automazione · Raspberry Pi · Parte 2

Raspberry Pi 5 — Costruire l’Ambiente Software

Pi Imager, la trappola di Trixie, un repository fantasma e PHD2 compilato a mano — quello che nessuna guida ti racconta

Nel precedente articolo abbiamo analizzato il Raspberry Pi 5 come piattaforma hardware per l’astronomia remota. Oggi voglio raccontarvi come ho costruito l’ambiente software — usando Pi Imager — e soprattutto cosa ho incontrato lungo la strada. Non è andata liscia. Ed è per questo che vale la pena raccontarla.


Pi Imager: l’inizio di tutto

Raspberry Pi Imager è il programma ufficiale per preparare la scheda SD con il sistema operativo. Si scarica gratuitamente da raspberrypi.com/software, funziona su Windows, macOS e Linux, e l’interfaccia è volutamente semplice: scegli il dispositivo, scegli il sistema operativo, scegli il disco di destinazione, premi scrivi.

Tre clic, in teoria. In pratica, il secondo clic nasconde una trappola.

La trappola: “Raspberry Pi OS 64-bit” non è quello che sembra

Ho selezionato la prima voce della lista — Raspberry Pi OS (64-bit) — quella che sembra la scelta ovvia, quella che tutti i tutorial indicano. Il flash è andato liscio. Il Pi si è avviato senza problemi. Sistema pulito, reattivo, temperatura eccellente a 31,8 °C sotto carico.

Poi ho provato a installare KStars e INDI.

Il repository ufficiale per questi software è mantenuto da Jasem Mutlaq, sviluppatore principale del progetto. Per aggiungerlo si usa il classico metodo PPA. Tutto standard — finché apt non ha risposto con questo:

The following packages have unmet dependencies: indi-full : Depends: libcfitsio10 but it is not installable Depends: libopencv-core5.0 but 4.11.0 is to be installed E: Unable to correct problems, you have held broken packages.

Conflitto di librerie. Ore di debug: rimozione del PPA incompatibile, gestione manuale delle chiavi GPG (il comando apt-key non esiste più sul sistema), configurazione della sorgente come “trusted” per aggirare i blocchi. Alla fine KStars si è installato, ma su fondamenta instabili.

La causa: quella voce “Raspberry Pi OS 64-bit” aveva installato Debian 13 Trixie — il ramo Testing di Debian, con librerie in continuo aggiornamento verso la prossima versione stabile. I repository astronomici sono costruiti su una base stabile specifica. Quando le librerie di sistema cambiano sotto, i pacchetti esterni vanno in conflitto.

Pi Imager non lo comunica da nessuna parte.

Nota tecnica: Debian è organizzato in tre rami — Stable (stabile, aggiornato lentamente), Testing (in preparazione per la prossima Stable) e Unstable (sviluppo attivo). Trixie è il nome in codice del ramo Testing attuale. È perfettamente funzionante per uso generale, ma incompatibile con software di terze parti costruiti su Stable.

La soluzione: Raspberry Pi OS Legacy Bookworm

La risposta è reinstallare scegliendo la versione corretta. In Pi Imager, invece della prima voce generica, si deve cercare:

1
Raspberry Pi OS (other) — non la voce principale
2
Raspberry Pi OS (Legacy, 64-bit) — basato su Debian Bookworm Stable

La parola “Legacy” fa sembrare questa versione obsoleta. Non lo è. È semplicemente la versione basata su Debian Bookworm — il ramo Stable — che è esattamente quella su cui sono costruiti e testati tutti i software astronomici.

Voce in Pi Imager Base Debian Ramo KStars / INDI
Raspberry Pi OS (64-bit) Trixie Testing Conflitti librerie
Raspberry Pi OS (Legacy, 64-bit) Bookworm Stable Compatibile

Configurazione pre-flash

Prima di avviare la scrittura, Pi Imager chiede se si vuole personalizzare le impostazioni. È fondamentale farlo — permette di configurare tutto in anticipo, senza collegare monitor e tastiera al Pi:

  • Hostname: un nome riconoscibile sulla rete, es. astroberry
  • Username e password: le credenziali per accedere (SSH e desktop remoto)
  • WiFi: SSID e password della rete domestica
  • SSH: abilita l’accesso via terminale remoto
  • Locale: fuso orario Europe/Rome, tastiera it

Primo accesso: le chiavi SSH che non tornano

Dopo aver reinstallato il sistema, ho provato a connettermi via SSH dal mio computer Windows. Risposta immediata:

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ @ WARNING: REMOTE HOST IDENTIFICATION HAS CHANGED! @ @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ IT IS POSSIBLE THAT SOMEONE IS DOING SOMETHING NASTY!

Messaggio allarmante, ma causa banale: reinstallando il sistema operativo, il Pi ha generato nuove chiavi SSH. Il computer si ricordava quelle vecchie e si rifiutava di connettersi per sicurezza. Nessun attacco — basta cancellare il vecchio record:

ssh-keygen -R astroberry.local

Poi riconnettiti normalmente. Alla richiesta di confermare la nuova impronta digitale, rispondi yes.


Aggiornamento del sistema

Una volta dentro via SSH, la prima operazione è sempre aggiornare tutto prima di installare qualsiasi cosa:

sudo apt update && sudo apt full-upgrade -y sudo reboot
update vs full-upgrade: apt update aggiorna solo la lista dei pacchetti disponibili — non installa niente. apt full-upgrade installa gli aggiornamenti reali, gestendo anche le dipendenze che cambiano tra versioni. Il semplice apt upgrade è più conservativo e può lasciare indietro pacchetti in conflitto.

Desktop remoto: xrdp al posto di RealVNC

KStars e PHD2 sono applicazioni grafiche — servono attraverso un desktop remoto, non via terminale. La prima scelta naturale è RealVNC, che Raspberry Pi OS include di default. Il problema: RealVNC è gratuito solo per 14 giorni, poi richiede un abbonamento.

La soluzione gratuita e definitiva è xrdp, che usa il protocollo Remote Desktop già integrato in Windows — nessun software aggiuntivo sul computer di casa.

sudo apt install -y xrdp sudo systemctl enable xrdp sudo systemctl start xrdp

Verifica che sia in esecuzione:

sudo systemctl status xrdp

Deve comparire Active: active (running). A quel punto, dal computer Windows: Windows + R → digita mstsc → inserisci astroberry.local come indirizzo → connetti con le tue credenziali.

Il problema dello schermo nero

Prima connessione: schermo completamente nero. xrdp non sapeva quale session manager avviare. Il fix richiede due passaggi: verificare che il sistema usi X11 (non Wayland, incompatibile con xrdp) e indicare esplicitamente il desktop da caricare.

Per X11: sudo raspi-configAdvanced OptionsWayland → seleziona X11.

Per il session manager:

echo "lxsession -s LXDE-pi -e LXDE" > ~/.xsession sudo systemctl restart xrdp

Disconnetti e riconnetti da Remote Desktop. Il desktop di Raspberry Pi OS appare correttamente.


KStars e INDI: il repository che non esiste più

Tutte le guide online — compresa la mia bozza precedente — indicano di aggiungere il repository Astroberry per installare KStars nella versione più aggiornata. Il comando è questo:

curl -fsSL https://www.astroberry.io/repo/key | sudo gpg --dearmor -o /usr/share/keyrings/astroberry.gpg

Risposta del sistema:

curl: (22) The requested URL returned error: 404 gpg: no valid OpenPGP data found.

Il progetto Astroberry è stato abbandonato. Il repository non esiste più. Nessuna guida online lo segnala perché è una notizia recente — e questa è una di quelle informazioni che si trovano solo sbattendo la testa contro il problema.

La soluzione è più semplice del previsto: Raspberry Pi OS Bookworm include KStars e INDI nei propri repository ufficiali, senza necessità di sorgenti esterne.

sudo apt-get install -y kstars indi-bin

Nessun conflitto, nessun errore. Installazione pulita.


PHD2: nessun pacchetto disponibile — si compila a mano

PHD2, il software di autoguida, non è presente nei repository di Pi OS. La verifica:

apt-cache search phd2

Nessun risultato. L’unica strada è scaricare i sorgenti da GitHub e compilarli direttamente sul Pi. Non è complicato — richiede solo pazienza e qualche dipendenza da installare prima.

Dipendenze di compilazione

sudo apt-get install -y git cmake pkg-config libwxgtk3.2-dev libcfitsio-dev libnova-dev zlib1g-dev libeigen3-dev gettext libindi-dev libcurl4-openssl-dev libopencv-dev

Download e configurazione

cd ~ git clone https://github.com/OpenPHDGuiding/phd2.git cd phd2 mkdir cmake_build && cd cmake_build cmake .. -DCMAKE_EXE_LINKER_FLAGS="-Wl,--allow-multiple-definition"
Perché --allow-multiple-definition: PHD2 include le librerie di ZWO e QHY come binari precompilati. Entrambe definiscono internamente una funzione chiamata isLeapYear. Senza questo flag il linker si rifiuta di procedere per il conflitto. Il flag dice esplicitamente al linker di accettare definizioni duplicate — in questo contesto specifico è sicuro farlo.

Compilazione e installazione

make -j4 sudo make install

Il -j4 usa tutti e quattro i core del Pi 5 in parallelo. La compilazione richiede circa 20 minuti — lasciala andare senza interruzioni. Al termine, PHD2 è installato nel sistema.

Shortcut sul desktop

PHD2 non compare automaticamente nel menu. Per aggiungerlo al desktop:

cat > ~/Desktop/phd2.desktop << 'EOF' [Desktop Entry] Name=PHD2 Guiding Comment=Autoguida astronomica Exec=phd2 Icon=/usr/share/pixmaps/phd2.png Terminal=false Type=Application Categories=Science;Astronomy; EOF chmod +x ~/Desktop/phd2.desktop

Pulizia finale

Una volta che tutto funziona, è buona pratica ripulire il sistema dai file temporanei e dai sorgenti che non servono più:

sudo apt autoremove -y && sudo apt clean && rm -rf ~/phd2

Verifica lo spazio disponibile:

df -h /

Sul mio Pi con scheda da 64 GB, il risultato finale è stato 6,6 GB usati su 58 GB disponibili — sistema leggero, 49 GB liberi per i file FITS.


Il risultato

KStars avviato sul Pi 5, visualizzato dal computer di casa via Remote Desktop. Il planetario mostra il cielo in tempo reale con la data e l’ora correnti. In alto a destra il pulsante Ekos — il modulo di acquisizione — pronto per essere configurato con la strumentazione reale.

KStars in esecuzione sul Raspberry Pi 5, visualizzato via Remote Desktop

KStars sul Pi 5 — 12 marzo 2026, ore 06:17. Il cielo è già quello reale: Vega alta, la Luna al Sud, Marte e Mercurio a Est.

PHD2 2.6.13 avviato e pronto. La finestra di acquisizione è nera perché nessuna camera di guida è ancora collegata — ma il software è operativo, compilato direttamente dai sorgenti sul Pi.

PHD2 Guiding 2.6.13 in esecuzione sul Raspberry Pi 5

PHD2 2.6.13dev8 sul Pi 5 — finestra nera perché nessuna camera è collegata. I pulsanti in basso sono già attivi.


Riepilogo: cosa fare e cosa evitare

Operazione Risultato Note
Scegliere “Raspberry Pi OS 64-bit” in Pi Imager Installa Trixie Conflitti con tutti i repo astronomici
Scegliere “Raspberry Pi OS (Legacy, 64-bit)” Installa Bookworm Base corretta per KStars e INDI
Usare RealVNC per il desktop remoto Gratuito 14 giorni Poi richiede abbonamento
Usare xrdp + Remote Desktop Windows Gratuito e permanente Richiede fix X11 e .xsession
Repository Astroberry per KStars Offline — 404 Progetto abbandonato
KStars e INDI dai repo nativi Pi OS Funziona sudo apt install kstars indi-bin
PHD2 dai repository Non disponibile Va compilato dai sorgenti
PHD2 compilato da sorgenti GitHub Funziona Flag --allow-multiple-definition obbligatorio

Per chi è questa guida

Questa non è una guida scritta a tavolino. È il resoconto di una sessione reale, con gli errori reali — il sistema operativo sbagliato, il repository che non esiste più, lo schermo nero al primo accesso, il conflitto di librerie nella compilazione. Ogni problema che trovi qui è un problema che ho incontrato io per primo.

Se stai costruendo il tuo Pi astronomico oggi — marzo 2026 — questa è la sequenza che funziona. Tra sei mesi potrebbe cambiare qualcosa: i repository si aggiornano, Pi Imager cambia le voci disponibili, nuove versioni di KStars potrebbero entrare nei repo ufficiali. L’approccio per risolvere i problemi, però, rimane lo stesso.




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