domenica 1 marzo 2026

Siril - Astrofotografia · Workflow pratico — Parte 1 di 2



Astrofotografia · Workflow pratico · Siril dalla A alla Z · Parte 1 di 2

Hai le riprese.
Adesso trasformale in un'immagine.

Hai passato la notte fuori, hai acquisito decine di frame, hai i file sul disco. Apri la cartella e vedi una colonna di immagini grigiastre, piene di rumore, senza senso apparente. Questo articolo ti porta dall'inizio di quella cartella a un'immagine calibrata e stackata, pronta per l'elaborazione. Nessun PixInsight. Nessuna spesa. Solo Siril — gratuito, open source, potente.

Siril è il software di riferimento per chi inizia con l'astrofotografia senza voler subito investire centinaia di euro in licenze. Fa tutto ciò che serve nelle prime fasi del workflow: calibrazione dei frame, registrazione, stacking. Il risultato è un'immagine grezza ma pulita, con tutto il segnale integrato, pronta per la seconda fase che vedremo nella parte 2 — stretching, bilanciamento del colore, rimozione del gradiente.


Prima di aprire Siril: i frame di cui hai bisogno

Il workflow di calibrazione astrofotografica si basa su quattro tipi di frame. I light frame sono quelli con il cielo — le tue esposizioni. Gli altri tre sono frame di calibrazione che servono a correggere i difetti del sensore e del sistema ottico. Senza di loro si può lavorare ugualmente, ma l'immagine finale porterà artefatti che in post-processing diventano difficili da rimuovere.

Tipo di frame Cosa cattura Quanti acquisire Quando Necessario?
Light Il cielo — segnale + tutto il rumore 20–200+ (più è meglio) Durante la sessione
Dark Dark current + bias — stessa T° e tempo di posa dei light 20–30 Stessa notte o successive (stessa T°) Consigliato
Flat Vignettatura + polvere sul sensore/filtri 20–30 Crepuscolo o flat panel Consigliato
Bias / Offset Offset elettronico del circuito di lettura 30–100 Qualsiasi momento al buio Se usi flat senza dark flat
Se non hai dark, flat o bias

Puoi stackare anche solo con i light frame. Il risultato avrà vignettatura ai bordi, hot pixel visibili e un gradiente termico nel fondo cielo — ma è comunque un'immagine. Per la prima volta è accettabile: l'importante è completare il workflow dall'inizio alla fine prima di perfezionarlo.

Con camere raffreddate moderne (ZWO ASI Pro, QHY cooled) a temperatura stabile, alcuni astrofotografi usano solo flat e bias eliminando i dark — il dark current è così basso che il contributo è trascurabile. Con fotocamere consumer non raffreddate i dark sono invece fondamentali per pose superiori a 60–90 secondi.


Installare Siril e configurare la struttura delle cartelle

Siril è disponibile gratuitamente su siril.org per Windows, macOS e Linux. L'installazione è standard — nessuna configurazione particolare richiesta. La versione attuale al momento di questa guida è la 1.2.x: i menù e le procedure descritte qui si riferiscono a questa versione.

La struttura delle cartelle: falla prima, risparmia tempo dopo

Siril lavora meglio con una struttura di cartelle predefinita. Crearla prima di importare i frame rende il workflow lineare e riproducibile ogni volta. Ecco la struttura consigliata:

Sessione_2024-10-15_M42/ lights/ light_001.fits light_002.fits ... darks/ dark_001.fits ... flats/ flat_001.fits ... biases/ bias_001.fits ... process/ ← cartella di lavoro di Siril

La cartella process/ è dove Siril salverà tutti i file intermedi — master dark, master flat, frame registrati, stack finale. Tienila separata dagli originali: non toccare mai i file nelle cartelle lights/, darks/, flats/, biases/. Sono i tuoi raw — se li sovrascrivi non si recuperano.

Aprire Siril e impostare la cartella di lavoro

  1. Avvia Siril. Al primo avvio appare l'interfaccia principale con il pannello di controllo a sinistra e la finestra immagine a destra.
  2. Menu File → Set working directory — seleziona la cartella process/ che hai creato. Questo dice a Siril dove salvare tutto l'output.
  3. Verifica che in basso a sinistra compaia il percorso corretto della cartella di lavoro. Se è sbagliato, ripeti il passaggio 2.

Il formato dei file: Siril lavora nativamente con FITS (.fits, .fit) e RAW (CR2, NEF, ARW, ecc.). Se hai acquisito con una fotocamera Canon o Nikon i file RAW sono gestiti automaticamente tramite LibRaw. Non convertire mai i RAW in JPEG prima di importarli — perderesti il 90% del dato utile.


Il workflow completo in Siril

Ecco la sequenza di operazioni dall'inizio alla fine. I passi evidenziati sono quelli di questa prima parte — calibrazione e stacking. La parte 2 coprirà stretching e post-processing.

Prepara i masterBias, Dark, Flat
Calibra i lightSottrai i master
RegistraAllinea i frame
StackingIntegra i frame
StretchingParte 2
Post-processingParte 2

Passo 1 — Creare il Master Bias

Il master bias è la media di tutti i frame bias acquisiti. Costruirlo una volta e riutilizzarlo per tutte le sessioni con la stessa fotocamera e lo stesso guadagno/ISO — i bias non dipendono dalla temperatura né dal tempo di posa, quindi sono stabili nel tempo.

  1. Nel pannello di sinistra, apri la scheda Preprocessing. Trovi il blocco Bias in cima.
  2. Clicca Select bias frames e naviga nella cartella biases/. Seleziona tutti i file e conferma.
  3. Metodo di stacking: seleziona Sigma Clipping con sigma basso (tipicamente σ = 3). Questo rimuove i valori anomali (raggi cosmici, hot pixel occasionali) prima della media.
  4. Clicca Apply. Siril elabora i frame e salva il file master-bias.fits nella cartella process/.
Errore frequente

Se Siril segnala "incompatible frames" durante la creazione del master bias, i file hanno dimensioni o modalità diverse. Controlla che tutti i bias siano stati acquisiti con le stesse impostazioni: stessa fotocamera, stesso guadagno, stesso binning. Un singolo frame diverso blocca il processo.


Passo 2 — Creare il Master Dark

Il master dark cattura il dark current e il bias insieme. A differenza del bias, il dark dipende dalla temperatura e dal tempo di posa: va creato separatamente per ogni combinazione di tempo e temperatura usata durante la sessione. Se hai esposto i light a 180 secondi e a 300 secondi, ti servono due serie di dark distinte.

  1. Nel blocco Dark del pannello Preprocessing, clicca Select dark frames e seleziona tutti i dark della serie corretta (stesso tempo di posa dei light).
  2. Abilita l'opzione Use bias frame e seleziona il master-bias.fits appena creato. Siril sottraerà il bias prima di calcolare il master dark.
  3. Metodo di stacking: Sigma Clipping, σ = 3. Stessi motivi del bias.
  4. Clicca Apply. Il file master-dark.fits viene salvato nella cartella process/.
Dark scaling: quando il tempo di posa non coincide esattamente

Se hai dark da 180 secondi ma i light sono stati esposti a 240 secondi, puoi abilitare il dark scaling in Siril: il software scala il contributo del dark proporzionalmente al tempo di posa. È un'approssimazione valida finché la temperatura è la stessa — il dark current scala linearmente con il tempo. Non usare il dark scaling se la temperatura differisce di più di 2–3 °C: in quel caso procurati dark alla temperatura corretta.


Passo 3 — Creare il Master Flat

Il master flat corregge la vignettatura e le imperfezioni di illuminazione del campo. Va creato per ogni combinazione di telescopio, camera e filtro — e rifatto ogni volta che si sposta il fuoco o si rimuove un accessorio dal treno ottico. Un flat del mese scorso con lo stesso setup è generalmente valido; uno fatto con il focheggiatore in posizione diversa non lo è.

  1. Nel blocco Flat, clicca Select flat frames e seleziona i flat della sessione.
  2. Abilita Use bias frame e collega il master-bias.fits (oppure usa un master dark con tempo di posa uguale a quello dei flat, se li hai).
  3. Metodo di stacking: per i flat si usa tipicamente la media semplice (Mean) o il Winsorized Sigma Clipping. Il sigma clipping standard può introdurre artefatti se il numero di flat è basso (< 15).
  4. Clicca Apply. Il file master-flat.fits viene salvato in process/.

Valore ADU dei flat: I flat corretti hanno un valore medio tra il 30% e il 50% della saturazione del sensore — circa 20.000–35.000 ADU su un sensore a 16 bit. Un flat troppo luminoso (ADU > 50.000) entra in zona di risposta non lineare del sensore e introduce errori di calibrazione. Uno troppo scuro (< 10.000 ADU) ha troppo rumore di fotoni. Controlla il valore con l'istogramma prima di acquisire.


Passo 4 — Calibrare i light frame

Ora che i tre master sono pronti, li applichiamo ai light frame. Siril sottrae il master dark (che include il bias) e divide per il master flat normalizzato. Il risultato sono i light frame calibrati — ripuliti dal rumore termico fisso e dalla non-uniformità del campo.

  1. Nel blocco Light, clicca Select light frames e seleziona tutti i file nella cartella lights/.
  2. Collega i master: abilita Dark frame e seleziona master-dark.fits. Abilita Flat frame e seleziona master-flat.fits. Il bias non va collegato separatamente se è già incluso nel master dark.
  3. Nella sezione Output assicurati che la cartella di destinazione sia process/. Il prefisso dei file calibrati sarà pp_ per default (pre-processed).
  4. Clicca Apply. Siril elabora ogni light frame e salva i file calibrati. Con 50 frame e un sensore da 26 MP su un computer medio: 3–8 minuti.

Al termine, ispeziona un paio di frame calibrati aprendo i file pp_*.fits nella finestra immagine. L'immagine a questo stadio è ancora buia e piena di rumore — è normale. Quello che non deve esserci: pattern regolari orizzontali o verticali (banding rimasto dopo la calibrazione, segnale che il master dark non era alla temperatura giusta) e aloni circolari al centro (flat mal acquisito).

Pattern visibili dopo la calibrazione

Se dopo la calibrazione vedi ancora pattern periodici (righe, banding) significa che i dark erano a temperatura diversa dai light — il dark current non è stato sottratto correttamente. Se vedi un alone circolare chiaro o scuro al centro, il master flat era acquisito con illuminazione non uniforme o con il fuoco spostato rispetto ai light. In entrambi i casi bisogna riacquisire i frame di calibrazione, non lavorare sull'immagine in post-processing.


Passo 5 — Registrazione: allineare i frame

Ogni light frame è leggermente spostato rispetto agli altri: la montatura non è perfetta, il guiding introduce piccole correzioni, il dithering sposta intenzionalmente il campo. Prima di sommare i frame bisogna allinearli in modo che le stelle coincidano perfettamente in tutti. Questo processo si chiama registrazione.

  1. Apri la scheda Registration nel pannello di sinistra.
  2. In Image sequence seleziona la sequenza dei frame calibrati (Siril li riconosce automaticamente come sequenza se hanno il prefisso pp_).
  3. Metodo di registrazione: seleziona Global Star Alignment — è il metodo più robusto, usa tutte le stelle del campo per calcolare la trasformazione geometrica (traslazione + rotazione). Per campi molto piccoli con poche stelle: usa Pattern Matching.
  4. Imposta Minimum number of stars: 10–20 stelle sono sufficienti per una registrazione solida. Aumenta se hai un campo ricco.
  5. Clicca Go registration. Siril analizza ogni frame, trova le stelle, calcola la trasformazione e salva i frame allineati con prefisso r_pp_.
Frame scartati durante la registrazione

Siril mostra in rosso i frame che non è riuscito ad allineare — tipicamente perché le stelle sono tracciate (guiding perso, vento, vibrazione), il frame è sfocato, o il campo non si sovrappone abbastanza agli altri. Controlla i frame rossi aprendo qualche campione: se le stelle sono davvero tracciate, escludili dalla sequenza. Se sembrano ok ma la registrazione fallisce, abbassa il numero minimo di stelle richieste.


Passo 6 — Stacking: integrare i frame

Lo stacking è il cuore del processo. I frame allineati vengono combinati in un'unica immagine finale: il segnale dell'oggetto si somma e cresce linearmente con il numero di frame, mentre il rumore casuale si media e cresce solo con la radice quadrata. Il rapporto segnale/rumore (SNR) migliora di un fattore √N con N frame — 16 frame danno SNR doppio rispetto a 4 frame.

  1. Apri la scheda Stacking. Seleziona la sequenza dei frame registrati (r_pp_*).
  2. Metodo di combinazione: Average with Sigma Clipping (Winsorized) è il gold standard per l'astrofotografia deep sky. Il sigma clipping rimuove i valori anomali (raggi cosmici, tracce di satelliti) prima della media. Impostazioni tipiche: σ = 3, High = 3, Low = 3.
  3. Normalizzazione: lascia Additive with scaling attivo. Compensa le differenze di fondo cielo tra frame acquisiti in condizioni di cielo leggermente diverse.
  4. Output: dai un nome significativo al file finale, es. M42_stack_30frames.fits.
  5. Clicca Stack image(s). Con 50 frame da 26 MP: 5–15 minuti a seconda della CPU.
Metodo stacking Quando usarlo Rimuove satelliti Frame minimi
Mean (media) Raramente — sensibile agli outlier No Qualsiasi
Median (mediana) Pochi frame (5–10) senza dithering 5+
Sigma Clipping Standard per deep sky, molti frame 10+
Winsorized Sigma Sigma clipping più robusto — preferibile 10+
Linear Fit Clipping Cieli variabili, nuvole tra i frame 15+

Il risultato dello stacking: cosa aspettarsi

Apri il file M42_stack_30frames.fits (o come lo hai chiamato). L'immagine appare quasi completamente nera — non è un errore. È un'immagine in scala lineare, dove il segnale dell'oggetto astronomico rappresenta una frazione minuscola del range dinamico totale. L'oggetto c'è, ma è tutto schiacciato verso i valori bassi dell'istogramma.

Per vederlo temporaneamente, usa la funzione Auto Stretch di Siril (il pulsante con la A nella barra degli strumenti immagine): l'immagine verrà allungata visivamente senza modificare i dati. Dovresti vedere l'oggetto, il fondo cielo e — se la calibrazione è andata bene — un gradiente di rumore visibilmente inferiore rispetto ai singoli frame.

Se l'oggetto non appare nemmeno dopo l'auto stretch, i problemi possibili sono: la registrazione è fallita (stelle non allineate), il campo era troppo inquinato (oggetto sommerso nel fondo cielo), o il numero di frame era troppo basso per far emergere il segnale dal rumore.

Quanti frame bastano davvero?

Non esiste un numero fisso — dipende dal tempo di esposizione totale, dal seeing, dal cielo e dall'oggetto. Come riferimento pratico: con un cielo Bortle 4–5, una camera con QE > 70% e un telescopio da 80–100 mm di apertura, 30 frame da 120 secondi (1 ora totale) producono un risultato elaborabile. 60 frame (2 ore) producono un risultato chiaramente migliore. Sotto i 30 minuti totali di integrazione il deep sky è raramente soddisfacente.

Per gli oggetti più deboli (galassie di piccola magnitudine superficiale, nebulose planetarie tenue) si parla di 5–20 ore di integrazione totale. Le migliori immagini amatoriali che vedi online spesso nascondono 30–80 ore di lavoro distribuite su più notti.


Script automatici di Siril: il percorso veloce

Se la procedura manuale sembra lunga, Siril offre una serie di script predefiniti che eseguono l'intero workflow di calibrazione e stacking con un solo clic — a patto che la struttura delle cartelle sia quella attesa. Gli script si trovano nel menu Script → Run Script.

  • OSC_Preprocessing_WithDrizzle — per fotocamere a colori (One Shot Color, fotocamere DSLR/mirrorless) con dark e flat
  • OSC_Preprocessing — identico ma senza drizzle (più veloce, adatto alla maggior parte dei casi)
  • Mono_Preprocessing — per camere monocromatiche dedicate con filtri separati

Lo script si aspetta esattamente la struttura di cartelle descritta sopra: lights/, darks/, flats/, biases/ nella cartella di lavoro impostata. Se la struttura è corretta, lo script esegue in autonomia tutti i passi da 1 a 6 e produce il file stack finale.

Per chi inizia, il percorso manuale è consigliato almeno le prime due o tre volte: capire cosa fa ogni passo rende molto più facile diagnosticare i problemi quando qualcosa non va. Poi si usa lo script e si risparmia un'ora di lavoro.


Riepilogo del workflow — cosa hai in mano adesso

Al termine di questa prima parte hai:

  • Un master-bias.fits riutilizzabile per tutte le sessioni future con la stessa camera
  • Un master-dark.fits specifico per la temperatura e il tempo di posa di questa sessione
  • Un master-flat.fits specifico per il treno ottico di questa sessione
  • Una sequenza di light frame calibrati e registrati
  • Un file stack finale in scala lineare — grezzo ma pulito, con tutto il segnale integrato

Questo file è la materia prima. I dati sono tutti presenti — il segnale dell'oggetto, le stelle, il fondo cielo. Quello che manca è la trasformazione che li rende visibili e leggibili all'occhio umano: lo stretching, la rimozione del gradiente, il bilanciamento del colore.

Nella parte 2 prendiamo il file stack e lo portiamo a un'immagine finita. Vediamo come fare lo stretching in Siril senza bruciare le zone luminose né perdere il segnale debole, come rimuovere il gradiente di cielo con i Background Extraction Tools, come bilanciare i colori su una stella bianca di riferimento, e come esportare il risultato in TIFF o JPEG per la condivisione.

Tratteremo anche il caso più comune per chi inizia: l'immagine ha troppe stelle, troppo brillanti, e l'oggetto è quasi invisibile. Starless processing — separare le stelle dall'oggetto, elaborarle separatamente e ricombinarle — è oggi una tecnica standard in Siril, gratuita, e fa la differenza tra un'immagine piatta e una che racconta qualcosa.

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