martedì 3 novembre 2026

Ascoltare la Via Lattea — Un radiotelescopio amatoriale a 21 cm (1/2)

Radioastronomia amatoriale · Serie 1 di 2

Ascoltare la Via Lattea.
Un radiotelescopio amatoriale a 21 cm — cosa serve, come funziona e cosa si può davvero ottenere.

Piove da tre giorni. Il telescopio è chiuso nella custodia, il meteo promette nuvole fino a domenica. Eppure, sopra quelle nuvole, il disco della Via Lattea continua a emettere un segnale debolissimo, sempre alla stessa frequenza, che attraversa senza problemi polvere, nubi e pioggia. Con un'antenna grande come un ombrellone, un amplificatore delle dimensioni di un pacchetto di gomme e una chiavetta USB da poche decine di euro, quel segnale si può raccogliere. E, con un po' di pazienza e di matematica, usarlo per misurare come ruota la nostra galassia e abbozzarne la struttura a spirale. Non è fantascienza e non è marketing: è un esperimento che studenti e radioamatori ripetono da anni, documentato in pubblicazioni scientifiche.


Prima di partire — le sigle e le parole che incontrerai

La radioastronomia usa molte sigle prese dall'elettronica. Non serve impararle a memoria: le spieghiamo anche nel testo, la prima volta che compaiono. Questo elenco serve come promemoria da consultare quando una sigla non ti torna.

  • Radiotelescopio — un'antenna collegata a un ricevitore: invece di raccogliere luce come un telescopio, “ascolta” le onde radio che arrivano dallo spazio.
  • kHz, MHz, GHz — unità di frequenza, cioè quante volte al secondo un'onda oscilla: migliaia (kilo), milioni (mega) o miliardi (giga) di volte. 1420 MHz significa 1 miliardo e 420 milioni di oscillazioni al secondo.
  • HI — idrogeno neutro: atomi di idrogeno completi, con il loro elettrone. Si legge “H uno”.
  • SDR (Software Defined Radio) — una radio in cui gran parte del lavoro non è fatto da circuiti, ma da un programma sul computer.
  • RTL-SDR — una famiglia di SDR economiche a forma di chiavetta USB, basate su un chip della Realtek.
  • LNA (Low Noise Amplifier) — amplificatore a basso rumore: rinforza un segnale debolissimo aggiungendo il minimo disturbo possibile.
  • Filtro SAW (Surface Acoustic Wave) — un filtro molto selettivo che lascia passare solo una stretta fascia di frequenze.
  • Bias tee — piccolo circuito che fa viaggiare la corrente di alimentazione sullo stesso cavo che porta il segnale.
  • TCXO — oscillatore al quarzo compensato in temperatura: l'“orologio” interno della radio, che non cambia passo quando fa freddo.
  • ppm — parti per milione: 1 ppm è un errore di uno su un milione.
  • dB (decibel) — unità per esprimere rapporti tra potenze: +3 dB è circa il doppio, +10 dB dieci volte, +40 dB diecimila volte.
  • K (kelvin) — scala di temperatura che parte dallo zero assoluto. In radioastronomia la potenza di un segnale o di un disturbo si esprime come “temperatura equivalente”.
  • FFT (Fast Fourier Transform) — il calcolo che scompone un segnale nelle sue frequenze, come un prisma separa i colori della luce.
  • Spettro — il grafico che mostra quanta energia arriva a ciascuna frequenza. La “riga” dell'idrogeno è un rilievo in questo grafico.
  • HPBW (Half Power Beam Width) — l'ampiezza della porzione di cielo che l'antenna “sente” in una volta.
  • LSR (Local Standard of Rest) — un riferimento standard che elimina dalle misure il moto della Terra e del Sole.
  • RFI (Radio Frequency Interference) — disturbi radio di origine umana: l'equivalente radio dell'inquinamento luminoso.
  • kpc (kiloparsec) — unità di distanza astronomica: 1 kpc equivale a circa 3.260 anni luce.
  • ITU, IAU, INAF — Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (l'agenzia ONU che regola le frequenze radio), Unione Astronomica Internazionale, Istituto Nazionale di Astrofisica.

Prima la domanda giusta: si può davvero “ricostruire” la Via Lattea?

La risposta onesta è: sì, ma non nel senso di una fotografia. Con un radiotelescopio amatoriale a 21 cm si possono ottenere tre risultati concreti, in ordine crescente di difficoltà:

  • Rilevare l'idrogeno neutro della galassia: vedere comparire la riga di emissione quando l'antenna attraversa il piano galattico. È il primo traguardo, alla portata di quasi tutti.
  • Misurare la curva di rotazione della Via Lattea: quanto velocemente ruota il gas a diverse distanze dal centro. Risultato già ottenuto da diversi gruppi con antenne autocostruite e ricevitori SDR economici.
  • Abbozzare una mappa dei bracci a spirale, vista “dall'alto”, ricavando le distanze delle nubi di idrogeno dalla loro velocità. È il risultato più spettacolare, ma anche quello con più approssimazioni.

Quello che non otterremo è un'immagine dettagliata: un'antenna da un metro, a 21 cm di lunghezza d'onda, ha una risoluzione di parecchi gradi, circa trenta volte il diametro apparente della Luna piena. La “mappa” che costruiremo è una ricostruzione cinematica, cioè dedotta dalle velocità del gas, non un ritratto. Lo stesso, va detto, vale in buona parte per le mappe professionali della galassia: nessuno l'ha mai vista dall'esterno.


Perché proprio 21 centimetri

L'idrogeno è l'elemento più abbondante dell'universo, e gran parte di quello presente nel disco della galassia è idrogeno neutro (gli astronomi lo indicano con la sigla HI, “H uno”: H è il simbolo chimico dell'idrogeno, il numero romano I indica che l'atomo è neutro, cioè ha ancora il suo elettrone): un protone e un elettrone, freddi, sparsi in nubi enormi tra le stelle. Questo idrogeno non emette luce visibile. Ma ha un comportamento quantistico curioso.

Protone ed elettrone possiedono entrambi una proprietà chiamata spin: semplificando molto, è come se ruotassero su se stessi, e questo li rende simili a due minuscole calamite. Quando gli spin sono paralleli l'atomo ha un'energia leggermente maggiore rispetto a quando sono antiparalleli. Ogni tanto l'atomo passa spontaneamente dallo stato più energetico a quello meno energetico, emettendo un fotone di frequenza 1420,405752 MHz, che corrisponde a una lunghezza d'onda di circa 21,1 cm. È la cosiddetta transizione iperfine.

Per un singolo atomo questo evento è rarissimo: in media avviene una volta ogni 11 milioni di anni circa. Ma nella galassia gli atomi di idrogeno sono talmente tanti che il segnale complessivo è continuo e misurabile.

Un po' di storia — dalla previsione alla scoperta

La riga a 21 cm fu prevista teoricamente nel 1944 dall'astronomo olandese Hendrik van de Hulst, nei Paesi Bassi occupati. Fu rilevata per la prima volta il 25 marzo 1951 da Harold Ewen e Edward Purcell all'Università di Harvard, con un'antenna a tromba di compensato rivestito di rame, sporgente da una finestra del laboratorio di fisica. Pochi mesi dopo la scoperta fu confermata da gruppi olandesi e australiani, e negli anni successivi il gruppo di Jan Oort usò proprio questa riga per tracciare le prime mappe dei bracci a spirale della Via Lattea.

Per l'astrofilo la riga a 21 cm ha tre vantaggi enormi:

  • Attraversa la polvere. In luce visibile non possiamo vedere oltre poche migliaia di anni luce nel piano galattico, oscurato dalle polveri. Le onde radio a 21 cm passano.
  • Attraversa le nuvole. Si osserva di giorno e con il cielo coperto. L'inquinamento luminoso non esiste: esiste quello elettromagnetico, di cui parleremo.
  • È una banda protetta. L'intervallo 1400–1427 MHz è riservato per regolamento internazionale ai servizi passivi, cioè radioastronomia e osservazione della Terra da satellite: in questa banda tutte le emissioni sono vietate (nota 5.340 del Regolamento delle Radiocomunicazioni dell'ITU, l'agenzia delle Nazioni Unite che coordina l'uso delle frequenze radio in tutto il mondo). È uno dei pochi angoli dello spettro dove in teoria nessuno dovrebbe trasmettere.

L'effetto Doppler: il righello cosmico

Se tutto l'idrogeno della galassia fosse fermo, vedremmo una sola riga stretta esattamente a 1420,405 MHz. Ma il gas ruota attorno al centro galattico, e ogni nube si muove rispetto a noi con una velocità diversa. Succede la stessa cosa della sirena di un'ambulanza, che sembra più acuta quando si avvicina e più grave quando si allontana: è l'effetto Doppler. Il segnale di una nube che si allontana ci arriva a una frequenza leggermente più bassa, quello di una nube che si avvicina a una frequenza leggermente più alta.

I numeri sono comodi: 1 km/s di velocità corrisponde a circa 4,7 kHz di spostamento. Le velocità tipiche del gas nel disco, viste dalla Terra, stanno entro circa ±150 km/s, cioè entro circa ±0,7 MHz attorno alla frequenza di riposo. Un ricevitore SDR economico, che “vede” contemporaneamente una finestra di circa 2 MHz, contiene tutto il necessario in una sola acquisizione.

Ed ecco la parte affascinante: quando puntiamo l'antenna lungo il piano galattico, la linea di vista attraversa più bracci a spirale, ciascuno con una propria velocità. Lo spettro non mostra una riga sola ma più picchi sovrapposti, e ciascun picco corrisponde, in prima approssimazione, a una diversa concentrazione di gas lungo quella direzione. Quello spettro è letteralmente una sezione della galassia.

⚠ Anche la Terra si muove

La velocità misurata comprende anche il moto della Terra attorno al Sole (fino a circa 30 km/s) e quello del Sole rispetto alle stelle vicine (circa 20 km/s). Prima di qualsiasi analisi le velocità vanno riportate a un sistema di riferimento standard, chiamato LSR (Local Standard of Rest). È una correzione che i software dedicati calcolano automaticamente, ma va conosciuta: senza, la stessa direzione osservata a sei mesi di distanza darebbe risultati diversi.


L'architettura: una catena di cinque anelli

Un radiotelescopio a 21 cm è, concettualmente, molto più semplice di un setup astrofotografico. Non servono inseguimento siderale, messa a fuoco o calibrazione dei flat. Serve una catena di ricezione in cui ogni anello deve aggiungere meno rumore possibile, perché il segnale cercato è più debole del rumore elettronico del ricevitore stesso.

1

Antenna. Raccoglie le onde radio da una porzione di cielo. Può essere una tromba (horn) autocostruita, una parabola, un'antenna a griglia o un'elicoidale. Determina sensibilità e risoluzione.

2

Illuminatore (feed). Nelle parabole è l'elemento posto nel fuoco che “cattura” il segnale concentrato dal riflettore. Spesso è una semplice guida d'onda cilindrica con una sonda interna, nota tra i radioamatori come cantenna.

3

Amplificatore a basso rumore (LNA) con filtro. Montato il più vicino possibile all'antenna, amplifica il segnale prima che il cavo lo degradi. Il filtro integrato blocca i segnali forti fuori banda.

4

Ricevitore SDR. Una radio “definita via software”: converte il segnale in dati digitali che il computer elabora. Le chiavette RTL-SDR, nate come ricevitori TV, sono diventate lo standard d'ingresso.

5

Computer e software. Calcola lo spettro, cioè scompone il segnale nelle sue frequenze come un prisma separa i colori della luce (l'operazione matematica si chiama FFT, Fast Fourier Transform), lo media su alcuni minuti di registrazione, sottrae il fondo e converte le frequenze in velocità. Va benissimo anche un Raspberry Pi.


L'antenna: la scelta che decide tutto

Nel mondo ottico diciamo che l'apertura è tutto. In radio vale lo stesso, con un'aggiunta: l'apertura determina anche la risoluzione, che a queste lunghezze d'onda è molto scarsa. Una formula pratica per stimare l'ampiezza del fascio d'antenna (la porzione di cielo “vista” in una volta) è:

Ampiezza del fascio — formula pratica

HPBW ≈ 70 × λ / D (in gradi). HPBW, Half Power Beam Width, è la larghezza della zona di cielo che l'antenna “sente”; λ (lambda) è la lunghezza d'onda, qui 0,21 m; D è il diametro dell'antenna in metri.

Parabola da 1 m → circa 15°. Parabola da 1,5 m → circa 10°. Parabola da 3 m → circa 5°. Per confronto, la Luna piena misura mezzo grado.

Tipo di antennaDimensioni tipicheCosto indicativoFacilitàPrestazioniNote
Tromba piramidale autocostruitaapertura ~75 × 60 cm~30–70 € (materiali)AltaDiscreteIl design storico di Ewen e Purcell; cartone e alluminio o lamiera
Parabola a griglia Wi-Fi 2,4 GHz~100 × 60 cm~40–80 €AltaDiscreteUsata anche senza modifiche; illuminatore non ottimizzato per 1,42 GHz
Parabola satellitare + feed dedicato1–1,5 m~60–150 €MediaBuoneIl feed va costruito o acquistato per 1420 MHz
Elicoidale~0,5–1 m di lunghezza~30–60 € (materiali)MediaDiscreteCompatta, richiede precisione nell'avvolgimento
Parabola grande (2–3 m)2–3 m~300 € e oltreBassaOttimeIngombro, carico del vento, motorizzazione

Per iniziare, le due strade più percorse sono la tromba autocostruita e la parabola a griglia per Wi-Fi. La tromba ha un vantaggio sottovalutato: lobi laterali molto bassi (cioè è poco sensibile ai segnali che arrivano di lato rispetto alla direzione in cui punta), quindi capta poco rumore dal terreno e dagli edifici. Il gruppo dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ne ha pubblicato un progetto pensato per gli studenti, costruibile anche in cartone e foglio d'alluminio, con cui ha ricavato una curva di rotazione della Via Lattea in buon accordo con quelle professionali. Il sito RTL-SDR.com, invece, ha documentato come una comune parabola a griglia da 100 × 60 cm per il Wi-Fi a 2,4 GHz, usata così com'è, sia sufficiente a rilevare la riga e i suoi spostamenti Doppler lungo il piano galattico.


L'amplificatore: il componente più importante dopo l'antenna

In ogni catena di ricezione il rumore aggiunto dal primo stadio di amplificazione domina il rumore complessivo: gli stadi successivi incidono molto meno, perché lavorano su un segnale già amplificato. È un principio dell'ingegneria radio (descritto dalla formula di Friis, dal nome dell'ingegnere che la ricavò negli anni '40) che ha una conseguenza pratica immediata: l'LNA deve avere la cifra di rumore più bassa possibile e stare direttamente sull'antenna, prima di qualsiasi cavo.

La qualità di un amplificatore si misura con la cifra di rumore, espressa in decibel (dB): più è bassa, meno disturbo aggiunge. I radioastronomi, però, preferiscono ragionare in kelvin (K), perché ogni oggetto caldo emette un debole rumore radio proporzionale alla sua temperatura: per questo potenze di segnale e rumore si esprimono come “temperature equivalenti”. Per dare un'idea dei numeri: un LNA con cifra di rumore di 0,5 dB aggiunge un rumore pari a circa 35 K. Il segnale dell'idrogeno nel piano galattico, espresso nella stessa unità, vale qualche decina di kelvin. Il nostro segnale è dello stesso ordine di grandezza del rumore del primo transistor: ecco perché ogni decimo di dB conta.

Esistono moduli progettati specificamente per questa applicazione, con LNA e filtro centrato su 1420 MHz nello stesso circuito. Il più diffuso tra gli amatori è il Nooelec SAWbird+ H1: due stadi a basso rumore con in mezzo un filtro SAW (Surface Acoustic Wave, molto selettivo: lascia passare solo una stretta fascia di frequenze), guadagno di almeno 40 dB, cifra di rumore dichiarata attorno a 0,5–0,6 dB, banda passante di circa 70 MHz. Si alimenta direttamente dal cavo coassiale tramite il bias tee della chiavetta SDR, un piccolo circuito che fa viaggiare la corrente di alimentazione sullo stesso cavo del segnale: niente fili aggiuntivi.

Scheda tecnica — LNA dedicato all'idrogeno (esempio: SAWbird+ H1)Valore
Frequenza centrale filtro1420 MHz
Banda passante filtro~70 MHz
Guadagno≥ 40 dB
Cifra di rumore~0,5–0,6 dB (dichiarata)
Alimentazionebias tee via coassiale o USB
Prezzo indicativo~45–65 €
⚠ Perché il filtro è indispensabile in Italia

La banda protetta 1400–1427 MHz confina con frequenze molto trafficate: subito sopra 1427 MHz, in Europa, la banda L è assegnata ai servizi mobili, e a 1575 MHz trasmettono i satelliti GPS. Senza un filtro questi segnali, molto più forti dell'idrogeno, possono saturare l'amplificatore o la chiavetta e generare segnali spuri proprio dove stiamo cercando. Un LNA a banda larga senza filtro funziona solo in ambienti radio molto puliti.


Il ricevitore: una chiavetta USB da poche decine di euro

Le chiavette basate sul chip RTL2832U nacquero per ricevere la televisione digitale sul computer. Poi si scoprì che si potevano trasformare in ricevitori radio generici, e oggi esistono versioni migliorate pensate proprio per gli sperimentatori. Le caratteristiche che contano per i 21 cm sono tre:

  • Copertura fino a circa 1,7 GHz, quindi 1420 MHz è dentro la gamma
  • Oscillatore stabilizzato in temperatura (TCXO), cioè un “orologio” interno al quarzo che non cambia passo con il freddo della notte, preciso a circa 1 ppm (una parte per milione): la frequenza non deriva durante la sessione, indispensabile per misurare spostamenti di pochi kHz
  • Bias tee integrato, che alimenta l'LNA attraverso il cavo d'antenna

Modelli come la RTL-SDR Blog V4 (o la precedente V3) soddisfano tutti e tre i requisiti, a prezzi indicativi di ~35–50 €. La banda istantanea di circa 2,4 MHz basta ampiamente a contenere l'intera riga con i suoi spostamenti Doppler. Ricevitori più costosi, come gli Airspy, offrono più dinamica e meno rumore, ma non sono necessari per i primi risultati.


Il software: dove il rumore diventa una riga

Se si guarda lo spettro in tempo reale, all'inizio si vede solo rumore. La riga dell'idrogeno emerge mediando: si sommano migliaia di spettri consecutivi e il rumore casuale si riduce con la radice quadrata del tempo di integrazione. Quadruplicare il tempo dimezza il rumore. In pratica servono da qualche decina di secondi a qualche minuto per direzione, a seconda dell'antenna.

Gli strumenti software più usati sono:

  • SDR# (SDRSharp) e programmi simili — per la prima verifica visiva: si vede comparire una “gobba” attorno a 1420,4 MHz quando l'antenna attraversa la Via Lattea
  • GNU Radio — ambiente open source (gratuito e con codice aperto) in cui si costruisce la propria elaborazione collegando blocchi come in uno schema; il sito italiano PhysicsOpenLab ne descrive un'applicazione completa per i 21 cm
  • Virgo — pacchetto Python open source pensato proprio per studenti e amatori (si installa con pip install astro-virgo su una base GNU Radio), che gestisce acquisizione, media, calibrazione dello spettro e conversione in velocità, ed è usato da radiotelescopi che vanno da 15 cm a 18 m di diametro

Chi ha già un Raspberry Pi per l'astronomia ottica può riutilizzarlo: la potenza richiesta è modesta e la gestione da remoto è la stessa.


Il metodo più semplice: lasciare che la Terra faccia il lavoro

Il primo esperimento non richiede nemmeno una montatura motorizzata. Si punta l'antenna verso una declinazione fissa (la declinazione è l'equivalente celeste della latitudine) e la si lascia ferma: la rotazione terrestre porta il cielo davanti al fascio, a 15° all'ora sull'equatore celeste. È la tecnica del drift scan. Registrando spettri continuamente per 24 ore si ottiene una striscia di cielo, e quando il piano galattico transita davanti all'antenna la riga dell'idrogeno compare, cresce, cambia forma e scompare.

Dall'Italia le direzioni più interessanti sono:

  • Galassia interna, primo quadrante (longitudine galattica tra circa 10° e 90°; la longitudine galattica indica in quale direzione guardiamo lungo il piano della Via Lattea, misurata in gradi a partire dalla direzione del centro galattico: Sagittario settentrionale, Scudo, Aquila, Volpetta, Cigno) — è la zona che serve per la curva di rotazione
  • Galassia esterna (Cassiopea, Perseo, Auriga) — più adatta alla mappa dei bracci, perché le distanze si ricavano senza ambiguità

Dagli spettri alla curva di rotazione

Il metodo classico, usato già negli anni '50, si chiama metodo del punto tangente. L'idea è geometrica. Guardando verso l'interno della galassia lungo una certa longitudine l, la nostra linea di vista attraversa orbite di raggio diverso. Esiste un punto in cui la linea di vista è tangente a un'orbita: lì il gas si muove esattamente lungo la nostra direzione di osservazione, e quindi mostra la massima velocità radiale di tutto lo spettro.

Misurando la velocità massima Vmax nello spettro, e conoscendo la distanza del Sole dal centro galattico R0 e la sua velocità orbitale V0, si calcolano la distanza dal centro di quel punto e la sua velocità di rotazione:

Metodo del punto tangente (primo quadrante, 0° < l < 90°)

R = R0 × sin(l)   —   V(R) = Vmax + V0 × sin(l)

Valori di riferimento: R0 ≈ 8,2 kpc (kiloparsec: 1 kpc ≈ 3.260 anni luce, quindi circa 27.000 anni luce) e V0 ≈ 230 km/s secondo le misure più recenti; molti lavori didattici usano ancora i valori convenzionali dell'IAU (Unione Astronomica Internazionale) di 8,5 kpc e 220 km/s. La scelta influisce sui numeri finali, non sulla forma qualitativa della curva.

sin è il seno, una funzione della trigonometria: non serve saperla calcolare a mano, lo fa qualsiasi calcolatrice scientifica o foglio di calcolo.

Ripetendo la misura per molte longitudini si ottiene la curva di rotazione: velocità in funzione della distanza dal centro. E qui arriva il risultato che rende questo esperimento così significativo. Se la massa della galassia fosse concentrata dove vediamo stelle e gas, la velocità dovrebbe diminuire allontanandosi dal centro, come accade per i pianeti del Sistema Solare. Invece la curva resta sostanzialmente piatta. Questa discrepanza, osservata nella nostra e in molte altre galassie, è una delle prove storiche dell'esistenza della materia oscura, una forma di materia che non emette luce e di cui ci accorgiamo solo attraverso la sua attrazione gravitazionale.

⚠ Cosa dimostra davvero la tua curva

Con un'antenna amatoriale si può ottenere una curva di rotazione coerente con quelle pubblicate, e osservarne l'andamento piatto. Non si “scopre” la materia oscura: si riproduce, con mezzi modesti, una delle osservazioni che hanno portato gli astronomi a ipotizzarla. Le barre d'errore di una misura amatoriale sono ampie, e la parte interna della curva (vicino al centro galattico) è difficile da misurare dall'Italia, perché quella regione resta bassa sull'orizzonte.


Dalla curva alla mappa: disegnare i bracci a spirale

Una volta noto come ruota la galassia, il ragionamento si può invertire: data la velocità di un picco nello spettro e la direzione osservata, si può stimare a che distanza si trova quella nube. È la cosiddetta distanza cinematica. Riportando su un grafico in pianta le posizioni ricavate da molte direzioni, emergono addensamenti di gas allineati lungo archi: i bracci a spirale, come il braccio di Perseo o quello più esterno.

Due limiti vanno dichiarati con chiarezza:

  • Ambiguità vicino/lontano. Nella galassia interna la stessa velocità può corrispondere a due distanze diverse lungo la linea di vista. Nella galassia esterna il problema non c'è, per questo è la regione preferita per la mappa.
  • Moti non circolari. Il metodo presume che il gas ruoti su orbite circolari. In realtà i bracci stessi perturbano il moto, e le distanze ottenute sono stime con incertezze ampie.

Il risultato non sarà la mappa delle riviste divulgative, ma uno schema in cui si riconosce la struttura a spirale ottenuto con dati raccolti da noi. Diversi lavori pubblicati — da progetti universitari indiani, cinesi e tedeschi fino al già citato PhysicsOpenLab — mostrano che è un obiettivo realistico.


Quanto costa: un budget realistico

ComponenteOpzione d'ingressoCosto indicativo
AntennaTromba autocostruita o parabola a griglia Wi-Fi~30–80 €
LNA con filtro per l'idrogenoModulo dedicato 1420 MHz~45–65 €
Ricevitore SDRChiavetta RTL-SDR con TCXO e bias tee~35–50 €
Cavi e adattatoriCoassiale corto di qualità, adattatori N/SMA (due tipi standard di connettori per cavo coassiale)~20–40 €
SupportoTreppiede, palo o struttura in legno~0–50 €
ComputerPC esistente o Raspberry Pigià disponibile
Totale indicativo~130–285 €

Prezzi indicativi e approssimativi, da verificare al momento dell'acquisto: variano in base a disponibilità, spedizioni dall'estero e cambio euro/dollaro. È comunque meno di un buon oculare grandangolare.


Il nemico invisibile: l'inquinamento radio

Il radioastronomo amatoriale non teme la Luna piena né i lampioni. Teme gli alimentatori switching (quelli piccoli e leggeri dei caricabatterie moderni), router, monitor, lampadine LED economiche, inverter fotovoltaici e cavi USB non schermati. Tutti generano disturbi a larga banda (in gergo RFI, interferenze a radiofrequenza) che possono mascherare la riga o creare falsi picchi.

  • Tenere l'LNA sull'antenna e il cavo coassiale corto
  • Racchiudere la chiavetta SDR in una scatola metallica (anche una scatola di biscotti di latta funziona)
  • Alimentare il sistema con alimentatori lineari o batterie, lontano dall'elettronica di casa
  • Imparare a riconoscere i segnali “di casa” registrando spettri con l'antenna puntata lontano dal piano galattico

Un vantaggio di chi vive in collina o in montagna: lontano dai centri abitati il fondo radio è spesso molto più pulito, proprio come il cielo ottico.

⚠ Cosa non aspettarsi

Su internet circolano video di “suoni dallo spazio” e di presunti segnali misteriosi captati con antenne domestiche. La riga a 21 cm non è un suono e non contiene messaggi: è un eccesso statistico di rumore a una frequenza precisa, che diventa visibile solo mediando e confrontando gli spettri. Quasi tutti i “segnali strani” che un principiante incontra sono interferenze terrestri. Verificarle ed escluderle fa parte del metodo scientifico, e del divertimento.


La radioastronomia in Italia: non sei solo

L'Italia ha una tradizione radioastronomica importante. L'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) gestisce le stazioni di Medicina (Bologna), con l'antenna da 32 m e la storica Croce del Nord, di Noto (Siracusa), con un'altra antenna da 32 m, e il Sardinia Radio Telescope, una parabola da 64 m vicino a Cagliari. Nell'aprile 2026 l'Università di Pisa ha inaugurato PULSAR, una parabola da 5 m presentata come il più grande radiotelescopio didattico italiano, progettata proprio per osservare la riga a 21 cm e ricostruire la struttura della galassia. Esattamente l'esperimento di questo articolo, in versione universitaria.

Sul versante amatoriale, il sito italiano PhysicsOpenLab documenta in dettaglio, anche in italiano, la costruzione di un'antenna a tromba per i 21 cm, di un ricevitore SDR a basso rumore e l'analisi dei dati fino alla misura della rotazione della Via Lattea. A livello internazionale, la SARA (Society of Amateur Radio Astronomers) riunisce da decenni chi fa radioastronomia da casa.


Cosa vedremo nella seconda parte

In questo primo articolo abbiamo volutamente tenuto un livello intermedio: capire il principio fisico, conoscere i componenti, sapere cosa aspettarsi e quanto costa. Nella seconda parte entreremo nel dettaglio costruttivo: dimensionamento dell'antenna o del feed, collegamenti e alimentazione dell'LNA, configurazione del software su Raspberry Pi, procedura di calibrazione, prime osservazioni in drift scan e un esempio completo di calcolo della curva di rotazione, passo per passo.


Fonti principali

H. I. Ewen & E. M. Purcell, Nature 168 (1951) — prima rilevazione della riga a 21 cm. N. A. Patel et al. (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics), A low-cost 21 cm horn-antenna radio telescope for education and outreach. Arul Pandian B. et al., Galaxy Rotation Curve Measurements with Low Cost 21 cm Radio Telescope, Journal of Astrophysics and Astronomy (2022), arXiv:2202.11039. Spanakis-Misirlis, Van Eck & Boven, Virgo: A Versatile Spectrometer for Radio Astronomy, Journal of Open Source Software 6(62), 3067 (2021). Regolamento delle Radiocomunicazioni ITU, nota 5.340. RTL-SDR.com, prove di ricezione della riga dell'idrogeno con parabola a griglia. Università di Pisa, comunicato sull'inaugurazione di PULSAR (aprile 2026). PhysicsOpenLab, serie di articoli sulla riga a 21 cm.

Per chi è questo articolo

Per il principiante curioso che si chiede se si possa fare astronomia anche con il cielo coperto, e vuole capire cosa sia un radiotelescopio senza perdersi nelle formule. Per l'appassionato intermedio, magari con un Raspberry Pi già sulla montatura e un po' di dimestichezza con l'elettronica, che cerca un progetto nuovo con un obiettivo scientifico vero e un budget contenuto. Per l'avanzato, è la mappa del terreno prima della guida costruttiva della seconda parte.

La Via Lattea che vediamo nelle notti buie è fatta di stelle. Quella che si ascolta a 21 centimetri è fatta del gas da cui le stelle nascono. Sono la stessa galassia vista da due lati diversi, e la seconda si può osservare anche quando piove.

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